Consigli di lettura per un estate decrescente 2018/DFSN TV

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Anche quest’anno dei consigli per buone letture estive da parte di DFSN!

Libri consigliati:

Picco per capre, Luca Pardi e Jacopo Simonetta
Umani troppo umani, Natan Feltrin
Calibano e la strega, Silvia Federici
Tracciare la rotta. Come orientarsi in politica, Bruno Latour
I signori del cibo, Stefano Liberti
A sud di Lampedusa, Stefano Liberti

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

1 commento

  1. Se avrò tempo leggerò ” umani troppi umani” . Ho già letto ” conto alla rovescia” , dell’ottimo A.Weisman, ed altro sul tema sovrappopolazione, convinto che un calo demografico globale , con tutte le differenze tra noi e il terzo mondo, sia assolutamente necessario a rendere di nuovo gestibile la crisi ambientale, migratoria e del lavoro, peraltro minacciato dall’automazione. Le soluzioni della Decrescita non mi sembrano compatibili con l’aumento della popolazione, che chiederebbe più crescita economica, piu posti di lavoro, sostenuti da più consumi. Piu consumo del territorio. Le idee sull’auto produzione le vedo poco realistiche, nei palazzoni delle periferie delle grandi citta, più adatte alla casetta di campagna di Pallante, magari. Lo stile di vita delle masse inoltre non cambierà per scelta consapevole, ma solo per esaurimento delle risorse naturali ed economiche, in risposta ad un shock esterno, come sosteneva dal suo deprecabile punto di vista M.Friedman, teorico del neoliberismo. La decrescita, a quel punto, sarà l’arte di arrangiarsi in un mondo ormai gia’ sovraffollato e degradato. Per quanto sia difficile parlare di calo demografico come un fatto positivo o addirittura in certi casi di controllo demografico ,( e affrontare l’invecchiamento della popolazione) , forse questo è lunico processo capace di fermare il pensiero e l’economia della crescita. Che abbia un impatto sufficiente a indurre una inversione di tendenza.

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