NEGAZIONISTI ! “Le parole sono pietre” (Carlo Levi)

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In questi giorni ho sentito appellare i partecipanti al convegno in Senato dello scorso 27 luglio, convegno contro la proroga dello stato di emergenza causa covid, come “negazionisti”.

Negazionista il tenore Bocelli, ma anche Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Vittorio Sgarbi, il prof. Zangrillo, il prof.Clementi, il nanopatologo Stefano Montanari, insomma praticamente tutti i partecipanti al convegno.

Vorrei chiarire subito che non sono un fan di Bocelli, né tantomeno ho simpatie politiche per Salvini e Meloni, che anzi considero una piaga politica del paese e un pericolo per un futuro che sappia portare l’Italia fuori dalle secche di un sovranismo becero, anti-storico e reazionario.

Ciò non di meno non posso non indignarmi per l’uso del termine “negazionisti”. E’stato usato nel dopo convegno da molti siti di informazione on line, ripreso nel TG1 e nel TG della 7 (oltre che in altre rubriche di informazione delle reti RAI e della 7), usato da politici della compagine di governo in commenti ed interviste.

Così facendo si è bellamente evitato di entrare nel merito di questo convegno, ovvero di dire che mai nessuno dei presenti ha pensato di negare l’esistenza del covid, ma che l’unica cosa che si contestava era l’esistenza di un’emergenza sanitaria che giustificasse la proroga dello stato di emergenza.

Fino a prova contraria il termine “negazionista” è nato per indicare le persone che sostenevano e sostengono che l’olocausto non è mai esistito, così come pure mai esistiti i lager nazisti di sterminio. Sto dicendo quindi che è un termine storicamente connotato. Una sua estensione ed un uso generico non può che riportare ad una similitudine con quel tipo di negazionismo.

Mi chiedo pertanto se in questo uso disinvolto c’è solo ignoranza oppure (più probabilmente) faziosità e volontà di mettere in cattiva luce i destinatari del termine.

Le parole sono pietre (come recita anche il titolo di questo mio breve intervento), quando si usano impropriamente per far male e per nuocere all’avversario non sono comunque giustificate, anzi… si finisce per non fare la differenza tra chi tiene a un’eticità del linguaggio e chi no.

Nel ‘77 sono stato additato, insieme ai miei compagni del movimento studentesco di Bologna, come terrorista fiancheggiatore delle BR. Questo avveniva perché ostinatamente difendevamo lo slogan “né con lo stato né con le BR”. Allora la macchina del fango si esprimeva così, ovvero con tecniche comunicative tipiche della propaganda del ventennio.

Non mi pare che ci siano molte differenze con l’uso spregiudicato che oggi alcuni fanno del termine “negazionista”

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Danilo Tomasetta
Avevo 60 anni quando ho cominciato a collaborare a questo blog, ora qualcuno in più. Mi occupo prevalentemente di musica, ma anche di informatica e di grafica web. La mia è una formazione umanistica (liceo classico, Scienze Politiche, Sociologia). Ho collaborato a lungo all'informazione e alla produzione di trasmissioni cultural-musicali di una nota emittente bolognese. Conosco il pensiero e le opere di Serge Latouche ed ho cominciato ad interessarmi con passione e continuità ai temi della decrescita dopo la lettura di "Entropia" di Jeremy Rifkin (10 anni fa). Vorrei contribuire, nel mio piccolo, ad arricchire queste tematiche e a dare una speranza soprattutto alle nuove generazioni.

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