Overshoot Day 2020, un primo segnale

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Non è la prima volta che l’Overshoot Day, da quando viene calcolato (cioé dal 1971) segna qualche ‘arretramento’ rispetto all’anno precedente, tuttavia mai era stato così marcato da un anno all’altro come accaduto oggiorno, dove siamo passati dal record negativo del 2019 (29 luglio) a un valore (22 agosto) che non si registrava dal 2006, ossia da quasi quindici anni.

Posso capire lo scetticismo generale con cui viene accolta la notizia, perché trattasi di un risultato dovuto quasi esclusivamente alle misure restrittive per la pandemia da Covid-19, che per altro hanno contenuto il danno ecologico di un misero 9,3%. Se poi aggiungiamo le informazioni poco piacevoli che suonano il de profundis per i ghiacci della Groenlandia e dell’Artide in generale, c’è davvero poco da stare allegri.

Tuttavia in questa estate contrassegnata dal Coronavirus (strano!), dalle polemiche sul carattere facoltativo od obbligatorio di vaccini inesistenti, dai repentini cambi di opinione dei No Vax quando Grande Madre Russia chiama, dove Draghi fa la figura dello statista snocciolando luoghi comuni e in cui si ‘semplifica’ a più non posso per colate di cemento ovunque tranne dove avrebbero qualche senso (vedi la povera Amatrice e altre aree terremotate), questo overshoot ritardato è comunque significativo.

Esso, con ogni probabilità, rappresenta infatti un punto di non ritorno tale per cui persino l’attivismo antiecologico viene in qualche modo frustrato. Ad esempio, il consumo di carbone è sensibilmente calato, malgrado gli sforzi di Trump, che quasi certamente vedrà vanificati anche i progetti di trivellazione dell’Alaska a causa della crisi deflattiva prolungata nel comparto idrocarburi.

Insomma, i vari tentativi per ‘tornare a correre’ potrebbero incappare in nuovi  pseudo-cigni neri sul tipo del Covid-19. Gaia, cioé il sistema-Terra, ha innescato i suoi meccanismi di retroazione per risolvere alla propria maniera i problemi di sostenibilità causati dal genere umano, allo scopo di salvare se stessa. L’umanità  può cercare di scendere a patti con le sue regole oppure – più lasci passare tempo, meno possibilità hai di contrattare –  sperimentare sulla propria pelle che cosa implichi violarle impunemente. Provare per credere?

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Igor Giussani
Nasco a Milano il 7 febbraio 1978. Sono un docente precario di italiano e storia nella scuola superiore, interessato ai temi della sostenibilità ambientale e sociale. Ho espresso le mie idee sulla decrescita e i cambiamenti sociali necessari in Svolta Radicale. Alla ricerca di una via di uscita (http://www.decrescita.com/news/?page_id=42&did=26), Democrazia Radicale. La decrescita come contropotere sociale (http://www.decrescita.com/news/download/?did=32), Io e la decrescita. I miei primi due anni di DFSN (http://www.decrescita.com/news/download/?did=39), Insostenibile. Le ragioni profonde della decrescita (http://www.decrescita.com/news/download/?did=50) http://igorgiussani.blogspot.it/

2 Commenti

  1. Stringato, ma acuto come sempre. Immagino però che tu possa dare per scontato che trovo utile fare il riccio ai tuoi articoli.
    Per prima cosa io non darei per assodato che i lettori sappiano cos’è l’Overshoot day. Una spiegazioncina ce l’avrei messa, del tipo “L’Earth Overshoot Day indica il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell’intero anno.” Pare che nel 2020 abbiamo consumato di meno, o in altre parole siamo andati in riserva leggermente dopo. Sicuramente il covid-19 ha dato una bella mano…Abbiamo consumato un po’ meno risorse, ma sarebbe più giusto dire che abbiamo continuato a consumare risorse che non avremmo dovuto nemmeno toccare.
    Il finale, che mi piace molto, è fideistico. Il sistema terra avrebbe innescato i meccanismi di retroazione “per risolvere alla propria maniera i problemi di sostenibilità causati dal genere umano, allo scopo di salvare se stessa”. Magari fosse così, approverei incondizionatamente, a costo di giustificare la sparizione del genere umano. In realtà sappiamo che stiamo andando verso un futuro molto incerto, per l’ambiente come per noi. Un’incertezza alla quale personalmente guardo con curiosità e con un briciolo di speranza.

    • Ciao Danilo,

      Stringato, ma acuto come sempre. Immagino però che tu possa dare per scontato che trovo utile fare il riccio ai tuoi articoli.

      Non posso chiedere di meglio di una critica esente da attacchi personali e/o illazioni senza senza senso e dietrologie!

      Sicuramente il covid-19 ha dato una bella mano…

      E però il Covid è la logica conseguenza dell’invasione degli habitat selvaggi, non è un ‘cigno nero’. Come il sovrasfruttamento di risorse ha come corollario il loro esaurimento, la distruzione degli habitat non antropizzati e altre azioni ti danno come logica conseguenza salti di specie di virus. Non è una sfiga capitata per caso, quindi

      non ha molto senso dire ‘ah se non ci fosse stato il Covid’. Non è un meteroite proveniente dallo spazio.

      Il finale, che mi piace molto, è fideistico.

      più che fideismo mi sembra una banale constatazione sulla base delle scienze naturali: il sistema-Terra si è ripreso da situazioni forse anche più gravi queste, vedi meteorite dei dinosauri e roba simile… forse da una maxi-guerra nucleare sarebbe impossibile riprendersi. E’ molto antropocentrico (termine che uso sempre meno causa alcuni idioti che lo usano come insulto per compensare la loro mancanza di argomenti) pensare che non ci sia limite alla distruzione umana sul pianeta.

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