Benvenuti nel nostro blog
Riparte con una nuova grafica il blog di DFSN. L'intenzione della redazione è quella di suscitare interesse per i temi della Decrescita.
È oggettivo che dopo gli anni in cui Serge Latouche aveva dato visibilità al progetto politico, economico e filosofico della Decrescita abbiamo assistito ad un progressivo calo di attenzione del quale ne ha risentito anche il nostro blog. Colpa del superamento delle idee che proponeva uno dei fondatori del pensiero decrescente ? Neanche per idea, se c'è qualcosa che ci motiva, oggi più di ieri, è che sono sempre davanti a noi i limiti del modello socio-economico neoliberista e globalista, che continua a puntare su una crescita costante e infinita del PIL, il che comporta disuguaglianze crescenti, danni ambientali, guerre diffuse, perdita di identità e idealità. Dunque proviamo a ripartire invitando chi leggerà gli articoli di questo blog ad un confronto sia mediante i commenti, sia eventualmente proponendosi come autore a sua volta. Nella pagina CONTATTI troverete le istruzioni per comunicare con la nostra redazione.
Buone letture !
P.S. La lumaca sta a simboleggiare la lentezza da contrapporre alla velocità, che oggi viene perseguita meccanicamente e acriticamente dalla maggior parte delle persone.
Gli articoli più recenti del nostro blog
Primo maggio: festa del lavoro o festa dei lavoratori ? Non è affatto la stessa cosa perché per come la vedo il lavoro è una condanna che ci ruba la più grande fetta di vita. Chi difende i diritti dei lavoratori dovrebbe puntare a ridurre il più possibile il tempo di lavoro per recuperare quello dell'ozio, che per i latini aveva un significato positivo, era cioè il tempo utile per dedicarsi alle arti, alla lettura, alla conoscenza e alle attività ludiche...
Nonostante i suoi limiti e le sue contraddizioni, il PIL è utilizzato per calcolare la crescita economica e, di riflesso, il livello di benessere di un Paese. Dall’Indice di Felicità Interna Lorda agli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile, sono altri i parametri che permettono di valutare il benessere reale di una società. Il problema è accordarsi a livello internazionale sugli indicatori da misurare e soprattutto ufficializzarne l’utilizzo in sostituzione del PIL.
L’economia mondiale è diventata iper‑finanziarizzata, interdipendente e appesa a un’energia a basso costo che non è più garantita.
Questo crea fragilità ovunque, non in un solo paese.
Gli Stati Uniti sono in pratica “in bancarotta” ma non nel senso comune del termine: controllano ancora la loro valuta, hanno mercati finanziari vasti e un ruolo centrale nel sistema. Ma questo non cancella il fatto che gli squilibri interni e i fattori di rischio USA sono abnormi: debito pubblico altissimo, obblighi futuri giganteschi, un sistema politico paralizzato e un modello economico che richiede crescita continua per restare stabile alla faccia di qualsiasi limite democratico.
E quando un sistema è sotto pressione, tende a spostare il peso fuori, quando l’interno non regge, si cerca un “esterno” su cui scaricare tensioni, responsabilità, narrazioni.
Dopo un accenno all’esistenza di molti Movimenti antisistema spesso in disaccordo fra loro, si passa ad esaminare in particolare il movimento che nega l’origine antropica dei cambiamenti climatici e quello che nega le conseguenze dello studio del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, per affermare la necessità di un cammino comune allo scopo di contrastare la spinta “sviluppista” in atto.
DFSN E GLI ALTRI

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N.B. I video relativi ai due cicli di incontri on line "Pluriverso: una cosmovisione per la Decrescita" sono visibili anche direttamente dalla pagina VIDEO di questo sito