
L’economia di mercato guarda ai numeri, non si pone problemi sociali o morali. Il benessere, la qualità della vita, la solidarietà, il volontariato, l’armonia, l’ambiente, le persone, non hanno rappresentanza né valore. Quello che conta è produrre per il consumo e per la sempre più rapida circolazione del denaro. Le altre economie possibili sono bandite. Venti anni fa Serge Latouche ce lo aveva spiegato bene con “L’invenzione dell’economia”.

È a questo che servono le Grandi Opere. Ad applicare tariffe molto redditizie per le Ferrovie e a far viaggiare comodi i privilegiati.
Tanto a pagare sono quelli dei carri bestiame e delle linee dismesse, sono quelli che la ferrovia non l’hanno mai avuta e mai l’avranno.
Se ciò che dovrebbe essere un servizio alla collettività, un bene comune, è invece una merce alla quale sono applicati i criteri di massimo profitto e redditività dell’investimento, non si potrà che avere Grandi Opere partorite da una classe dirigente che non ci rappresenta.
Tanto a pagare sono quelli dei carri bestiame e delle linee dismesse, sono quelli che la ferrovia non l’hanno mai avuta e mai l’avranno.
Se ciò che dovrebbe essere un servizio alla collettività, un bene comune, è invece una merce alla quale sono applicati i criteri di massimo profitto e redditività dell’investimento, non si potrà che avere Grandi Opere partorite da una classe dirigente che non ci rappresenta.

Solo in Italia e solo di acqua minerale si acquistano e si gettano via circa 27 milioni di bottiglie al giorno, ogni giorno, tutti i giorni. Meno del 30% viene riciclato la prima volta e il riciclo dello stesso materiale non viene ripetuto quasi mai più di due volte… Il prezzo delle acque minerali è composto da bottiglia in plastica, imbottigliamento, etichettatura e trasporto. Il costo dell’acqua è pagato ai Comuni a meno di un centesimo al litro. Cosa ci vendono le società di acque minerali che hanno quasi sempre nomi di santi? Forse plastica, camion, fumi del gasolio e miracoli?

I procedimenti che finalizzano gli artefatti alla mercificazione richiedono la contemporanea configurazione e realizzazione di strutture dedicate, dai megastore agli outlet, dal supermercato di quartiere e sino al sito di e-commerce specializzato. L’apparato di distribuzione delle merci è divenuto sempre più preminente. Se inizialmente il punto vendita era il terminale logistico della fabbrica, da tempo è irrilevante il luogo dove la merce viene prodotta. Ancor più per le vendite on-line. La distribuzione ha preso il totale sopravvento sulla fabbrica.
Primo episodio di una riflessione sugli oggetti pensati e prodotti per la loro prioritaria funzione di merci di scambio. Scopriremo che di quanto ci circonda, riempie le nostre case, definisce il nostro gusto e il nostro stile di vita, sappiamo ben poco, e quel poco che conosciamo è in gran parte sbagliato. Smontare il giocattolo a volte è solo imperizia, molte altre volte è il modo migliore per identificare i meccanismi nascosti e le cause alla base del suo funzionamento.