Benvenuti nel nostro blog
Riparte con una nuova grafica il blog di DFSN. L'intenzione della redazione è quella di suscitare interesse per i temi della Decrescita.
È oggettivo che dopo gli anni in cui Serge Latouche aveva dato visibilità al progetto politico, economico e filosofico della Decrescita abbiamo assistito ad un progressivo calo di attenzione del quale ne ha risentito anche il nostro blog. Colpa del superamento delle idee che proponeva uno dei fondatori del pensiero decrescente ? Neanche per idea, se c'è qualcosa che ci motiva, oggi più di ieri, è che sono sempre davanti a noi i limiti del modello socio-economico neoliberista e globalista, che continua a puntare su una crescita costante e infinita del PIL, il che comporta disuguaglianze crescenti, danni ambientali, guerre diffuse, perdita di identità e idealità. Dunque proviamo a ripartire invitando chi leggerà gli articoli di questo blog ad un confronto sia mediante i commenti, sia eventualmente proponendosi come autore a sua volta. Nella pagina CONTATTI troverete le istruzioni per comunicare con la nostra redazione.
Buone letture !
P.S. La lumaca sta a simboleggiare la lentezza da contrapporre alla velocità, che oggi viene perseguita meccanicamente e acriticamente dalla maggior parte delle persone.
Gli articoli più recenti del nostro blog
Serge Latouche promuove il ritorno dall’oblio in cui era stato precipitato dal sistema culturale francese del filosofo e sociologo Jean Baudrillard, considerandolo uno dei principali precursori della Decrescita, attraverso un’analisi molto accurata delle sue idee-forza, a partire dai suoi primi libri legati al clima del Sessantotto e della fase aurorale degli Anni Settanta, come : Il sistema degli oggetti e La società dei consumi.
L'economia post-crescita sfida il paradigma estrattivo del libero mercato su un pianeta a risorse limitate. Georgescu-Roegen, Naess, Bateson e Illich propongono decelerazione e contatto con la natura contro l'accelerazione tecnocratica. Dal tenore di vita al benessere qualitativo: bivio tra megamacchina e convivialità, crescita quantitativa e qualità della vita.
I recenti movimenti contro la guerra in Palestina sono oggetto di apprezzamento in larga parte dell’opinione pubblica, che giustamente ritiene insopportabile questo concentrato di distruzione. Ma l’assuefazione alla violenza è un fenomeno generale, profondamente radicato nella vita ordinaria, permeata da sistematiche aggressioni contro animali, pesci, ecosistemi, specie non umane in genere. La guerra planetaria contro la natura è la più estesa e spietata, ed è guidata dal paradigma economico/consumista, la grande follia del nostro tempo. La decrescita si configura come protesta radicale contro l’adorazione fanatica dei feticci economici.
Ai nostri tempi è facile che chi ama nel profondo la Natura sia preso da sconforto quando non assalito dalla depressione. Soprattutto se si ha una certa età: un tempo si credeva realmente di cambiare il mondo, oggi non più. E allora, che fare? L’autore indica alcune che lui chiama “ancore di salvezza” che magari possono valere anche per altri, non solo per lui.
3 CONFERENZE-DIBATTITO SUI TEMI DELLA DECRESCITA
Questi primi 3 incontri saranno visibili sia in dirette che in differita sul canale youtube di Pressenza: