
Dopo un accenno all’esistenza di molti Movimenti antisistema spesso in disaccordo fra loro, si passa ad esaminare in particolare il movimento che nega l’origine antropica dei cambiamenti climatici e quello che nega le conseguenze dello studio del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, per affermare la necessità di un cammino comune allo scopo di contrastare la spinta “sviluppista” in atto.

Le grandi manifestazioni non sono che uno degli aspetti più eclatanti del gigantismo che affligge la nostra società globale. Grandi manifestazioni, grandi opere, pressoché tutto ciò che è “grande” va in direzione ostinata e contraria a ciò che servirebbe davvero alla Terra e a noi umani. Grande è brutto. Piccolo è bello: Schumacher docet.

È a questo che servono le Grandi Opere. Ad applicare tariffe molto redditizie per le Ferrovie e a far viaggiare comodi i privilegiati.
Tanto a pagare sono quelli dei carri bestiame e delle linee dismesse, sono quelli che la ferrovia non l’hanno mai avuta e mai l’avranno.
Se ciò che dovrebbe essere un servizio alla collettività, un bene comune, è invece una merce alla quale sono applicati i criteri di massimo profitto e redditività dell’investimento, non si potrà che avere Grandi Opere partorite da una classe dirigente che non ci rappresenta.
Tanto a pagare sono quelli dei carri bestiame e delle linee dismesse, sono quelli che la ferrovia non l’hanno mai avuta e mai l’avranno.
Se ciò che dovrebbe essere un servizio alla collettività, un bene comune, è invece una merce alla quale sono applicati i criteri di massimo profitto e redditività dell’investimento, non si potrà che avere Grandi Opere partorite da una classe dirigente che non ci rappresenta.

Non è fantascienza né allarmismo. È la traiettoria documentata di ciò che sta già accadendo e di dove porta, se nulla cambia. Stratfor (società privata di intelligence e analisi geopolitica), nel settembre 2025, avverte che l'equilibrio tra innovazione e reazione sociale è fragile. Le AI non hanno ancora prodotto benefici tangibili e diffusi per il benessere collettivo.
L’informazione corretta è il primo passo per far conoscere i principi della Decrescita così che ciascuno possa scegliere se applicarli quotidianamente nella propria vita. Partendo dal singolo individuo, si può sperare di creare una rete di sostenitori della Decrescita che, con varie iniziative, riesca a fare leva sulle istituzioni per avviare cambiamenti concreti a livello economico e sociale, con ripercussioni favorevoli sul benessere generale.
Solo in Italia e solo di acqua minerale si acquistano e si gettano via circa 27 milioni di bottiglie al giorno, ogni giorno, tutti i giorni. Meno del 30% viene riciclato la prima volta e il riciclo dello stesso materiale non viene ripetuto quasi mai più di due volte… Il prezzo delle acque minerali è composto da bottiglia in plastica, imbottigliamento, etichettatura e trasporto. Il costo dell’acqua è pagato ai Comuni a meno di un centesimo al litro. Cosa ci vendono le società di acque minerali che hanno quasi sempre nomi di santi? Forse plastica, camion, fumi del gasolio e miracoli?
Dopo un rapido esame del concetto moderno di sistema con particolare riferimento ai sistemi complessi e all’insorgere di fenomeni mentali, si passano in rassegna le caratteristiche del sistema economico mettendo in evidenza l’impossibilità della sua persistenza all’interno del più grande Sistema Biologico Terrestre. Si accenna poi alla necessità di rivedere il concetto di “lavoro”.
l L’intelligenza artificiale non è un oracolo neutrale né un semplice strumento tecnologico: è un’infrastruttura di potere che modella comportamenti, emozioni e percezioni collettive.
Le piattaforme digitali non si limitano a mostrarci il mondo ma lo ricostruiscono in funzione della nostra prevedibilità, trasformando ogni gesto in un dato e ogni dato in un meccanismo di controllo. In questo scenario, la democrazia non viene attaccata frontalmente, ma svuotata dall’interno, sostituita da sistemi opachi che governano l’attenzione e orientano il consenso.
Questo articolo analizza come la black box algoritmica, l’economia dell’engagement e la profilazione neurocognitiva stiano ridefinendo la nostra autonomia, e perché la vera domanda non sia più come “regolare” l’AI, ma quale progetto di società i suoi proprietari stanno imponendo attraverso di essa.
Le piattaforme digitali non si limitano a mostrarci il mondo ma lo ricostruiscono in funzione della nostra prevedibilità, trasformando ogni gesto in un dato e ogni dato in un meccanismo di controllo. In questo scenario, la democrazia non viene attaccata frontalmente, ma svuotata dall’interno, sostituita da sistemi opachi che governano l’attenzione e orientano il consenso.
Questo articolo analizza come la black box algoritmica, l’economia dell’engagement e la profilazione neurocognitiva stiano ridefinendo la nostra autonomia, e perché la vera domanda non sia più come “regolare” l’AI, ma quale progetto di società i suoi proprietari stanno imponendo attraverso di essa.
Nonostante nel 2011 la Commissione Europea si fosse data il ragionevole obiettivo di abbandonare progressivamente entro il 2020 le sovvenzioni dannose per l’ambiente, la tabella di marcia prevista prevista per giungere a tanto è rimasta lettera morta, nulla è realmente cambiato e i sussidi sono rimasti al loro posto, grazie anche al grande lavoro svolto dai lobbysti di professione al servizio delle multinazionali della carne e dell’agroindustria.
Serge Latouche riconsidera le principali idee-forza del filosofo e sociologo Jean Baudrillard, facendolo riemergere dall’oblio in cui era stato relegato dal sistema culturale francese, attraverso lo sguardo della Decrescita, di cui lo considera uno dei precursori. Di Baudrillard vengono presi in esame alcuni tra i suoi primi libri che risentono del clima del Sessantotto e degli Anni Settanta come : Lo specchio della produzione e Per una critica dell’economia politica del segno.