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la lumaca animale simbolo della decrescita
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Il libro "La sventura" inserito al centro del dipinto "Il quarto stato"
In un momento storico come questo, con al governo dell’Italia la peggiore destra dal dopoguerra, scrivere un saggio sui danni procurati dalla sinistra può sembrare un controsenso. Il libro non è stato scritto da autori di destra, ma da chi crede fermamente che la sinistra dovrebbe essere ben altro rispetto a quello che è da tempo diventata: un’accozzaglia neoliberista. Il saggio, attraverso macro capitoli su politica, economia, ambiente e amministrazione delle grandi città, ripercorre la storia di questo inesorabile declino. Con tono discorsivo e un carattere divulgativo, il libro si pone l’obiettivo di rendere accessibili a tutti questioni anche complicate, affinché tutti possano comprenderle e ricordarle.
Foto di Tiziano Terzani
Ci troviamo in una situazione rovinosa: nella morte del diritto internazionale che ha reso possibile il genocidio a Gaza, le forze Usa-Israele hanno attaccato ingiustificatamente l’Iran, uccidendo la guida suprema e altri leader, bombardando siti petrolifici, scuole, ospedali... È indubbio che negli ultimi 25 anni, le forze politiche e il sistema mediatico hanno seguito la strada tracciata da Oriana Fallaci all’indomani dell’11 settembre 2001...Non tutti sanno che l’invettiva della Fallaci, in realtà, scaturì proprio come risposta – su richiesta dello stesso direttore del Corriere – al lungo e articolato articolo di Tiziano Terzani, pubblicato il 16 settembre sullo stesso quotidiano...
cartello che campeggia all'ingresso del campo di Aushvitz
Primo maggio: festa del lavoro o festa dei lavoratori ? Non è affatto la stessa cosa perché per come la vedo il lavoro è una condanna che ci ruba la più grande fetta di vita. Chi difende i diritti dei lavoratori dovrebbe puntare a ridurre il più possibile il tempo di lavoro per recuperare quello dell'ozio, che per i latini aveva un significato positivo, era cioè il tempo utile per dedicarsi alle arti, alla lettura, alla conoscenza e alle attività ludiche...
disboscazione durante i lavori per la nuova pista di bob di Cortina 2026
Le grandi manifestazioni non sono che uno degli aspetti più eclatanti del gigantismo che affligge la nostra società globale. Grandi manifestazioni, grandi opere, pressoché tutto ciò che è “grande” va in direzione ostinata e contraria a ciò che servirebbe davvero alla Terra e a noi umani. Grande è brutto. Piccolo è bello: Schumacher docet.
barriera protettiva di un cantiere
È a questo che servono le Grandi Opere. Ad applicare tariffe molto redditizie per le Ferrovie e a far viaggiare comodi i privilegiati.
Tanto a pagare sono quelli dei carri bestiame e delle linee dismesse, sono quelli che la ferrovia non l’hanno mai avuta e mai l’avranno.
Se ciò che dovrebbe essere un servizio alla collettività, un bene comune, è invece una merce alla quale sono applicati i criteri di massimo profitto e redditività dell’investimento, non si potrà che avere Grandi Opere partorite da una classe dirigente che non ci rappresenta.
foto di Jean Baudrillard
Serge Latouche promuove il ritorno dall’oblio in cui era stato precipitato dal sistema culturale francese del filosofo e sociologo Jean Baudrillard, considerandolo uno dei principali precursori della Decrescita, attraverso un’analisi molto accurata delle sue idee-forza, a partire dai suoi primi libri legati al clima del Sessantotto e della fase aurorale degli Anni Settanta, come : Il sistema degli oggetti e La società dei consumi.
una baita in legno ai margini di un bosco
I recenti movimenti contro la guerra in Palestina sono oggetto di apprezzamento in larga parte dell’opinione pubblica, che giustamente ritiene insopportabile questo concentrato di distruzione. Ma l’assuefazione alla violenza è un fenomeno generale, profondamente radicato nella vita ordinaria, permeata da sistematiche aggressioni contro animali, pesci, ecosistemi, specie non umane in genere. La guerra planetaria contro la natura è la più estesa e spietata, ed è guidata dal paradigma economico/consumista, la grande follia del nostro tempo. La decrescita si configura come protesta radicale contro l’adorazione fanatica dei feticci economici.
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Per una riflessione sul presente e sul futuro dell'umanità
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