
Nonostante nel 2011 la Commissione Europea si fosse data il ragionevole obiettivo di abbandonare progressivamente entro il 2020 le sovvenzioni dannose per l’ambiente, la tabella di marcia prevista prevista per giungere a tanto è rimasta lettera morta, nulla è realmente cambiato e i sussidi sono rimasti al loro posto, grazie anche al grande lavoro svolto dai lobbysti di professione al servizio delle multinazionali della carne e dell’agroindustria.

I recenti movimenti contro la guerra in Palestina sono oggetto di apprezzamento in larga parte dell’opinione pubblica, che giustamente ritiene insopportabile questo concentrato di distruzione. Ma l’assuefazione alla violenza è un fenomeno generale, profondamente radicato nella vita ordinaria, permeata da sistematiche aggressioni contro animali, pesci, ecosistemi, specie non umane in genere. La guerra planetaria contro la natura è la più estesa e spietata, ed è guidata dal paradigma economico/consumista, la grande follia del nostro tempo. La decrescita si configura come protesta radicale contro l’adorazione fanatica dei feticci economici.