
L'articolo si sofferma su una pericolosa moda culturale, espressa anche da due autori di successo: l'antropologo e economista J.Hickel e il buddista americano David R.Loy. Il collasso climatico, come pure la dittatura della crescita economica, sarebbero riconducibili giustamente al dualismo uomo-natura. Tuttavia si fa originare tale dualismo, con fallaci interpretazioni, dall'antica nascita delle religioni, o da un generale patriarcato. Tutto ciò per non mettere sotto accusa il reale responsabile: il dualismo che costituisce l'ossatura della scienza classica, nata sul paradigma cartesiano-newtoniano, oggi contraddetto dalla fisica quantistica.

L'accostamento tra i due concetti è certamente inusuale. L'articolo si propone, tuttavia, di andare oltre a strutture di pensiero ereditate ma non abbastanza riflettute. Le visioni del mondo orientali non sono "religioni", come noi le intendiamo sulla scorta del cristianesimo. E in primo luogo il buddismo, con il suo sostanziale ateismo. Al contrario esse contengono ontologie e epistemologie, confermate oggi dai risultati della fisica quantistica, che possono gettare luce sui fondamenti della decrescita ovvero di una "economia della permanenza", chiamata cosi dal Mahatma Gandhi.