
“Negotiamini donec veniam”, ovvero “Fate affari finché ritornerò”(Vangelo di Luca 19,13). L’episodio compare anche nell'altro Vangelo sinottico, quello di Matteo, con intonazioni e parole diverse. Comune è però ad entrambi i passi l’idea che una somma di denaro monetata (in talenti o in mine) possa rinviare per metafora alla "salvezza eterna" e che questa somma di denaro, per essere effettivamente rappresentativa della salvezza, debba essere investita con profitto...

Nonostante i suoi limiti e le sue contraddizioni, il PIL è utilizzato per calcolare la crescita economica e, di riflesso, il livello di benessere di un Paese. Dall’Indice di Felicità Interna Lorda agli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile, sono altri i parametri che permettono di valutare il benessere reale di una società. Il problema è accordarsi a livello internazionale sugli indicatori da misurare e soprattutto ufficializzarne l’utilizzo in sostituzione del PIL.

L’economia mondiale è diventata iper‑finanziarizzata, interdipendente e appesa a un’energia a basso costo che non è più garantita.
Questo crea fragilità ovunque, non in un solo paese.
Gli Stati Uniti sono in pratica “in bancarotta” ma non nel senso comune del termine: controllano ancora la loro valuta, hanno mercati finanziari vasti e un ruolo centrale nel sistema. Ma questo non cancella il fatto che gli squilibri interni e i fattori di rischio USA sono abnormi: debito pubblico altissimo, obblighi futuri giganteschi, un sistema politico paralizzato e un modello economico che richiede crescita continua per restare stabile alla faccia di qualsiasi limite democratico.
E quando un sistema è sotto pressione, tende a spostare il peso fuori, quando l’interno non regge, si cerca un “esterno” su cui scaricare tensioni, responsabilità, narrazioni.
Questo crea fragilità ovunque, non in un solo paese.
Gli Stati Uniti sono in pratica “in bancarotta” ma non nel senso comune del termine: controllano ancora la loro valuta, hanno mercati finanziari vasti e un ruolo centrale nel sistema. Ma questo non cancella il fatto che gli squilibri interni e i fattori di rischio USA sono abnormi: debito pubblico altissimo, obblighi futuri giganteschi, un sistema politico paralizzato e un modello economico che richiede crescita continua per restare stabile alla faccia di qualsiasi limite democratico.
E quando un sistema è sotto pressione, tende a spostare il peso fuori, quando l’interno non regge, si cerca un “esterno” su cui scaricare tensioni, responsabilità, narrazioni.

Dopo un rapido esame del concetto moderno di sistema con particolare riferimento ai sistemi complessi e all’insorgere di fenomeni mentali, si passano in rassegna le caratteristiche del sistema economico mettendo in evidenza l’impossibilità della sua persistenza all’interno del più grande Sistema Biologico Terrestre. Si accenna poi alla necessità di rivedere il concetto di “lavoro”.