
Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel, fondatore di Palantir, Anduril e PayPal, ideologo della destra tecnocratica globale, ha tenuto conferenze private a Roma, a porte chiuse, senza telefoni, senza registrazioni. Conferenze in pratica segrete, organizzate dall'associazione culturale ultraconservatrice Vincenzo Gioberti, vicina agli ambienti della destra identitaria italiana. Non era una visita turistica. La risposta che questo fatto ha ricevuto dalla politica democratica italiana è il silenzio. Un silenzio che non è prudenza. È complicità.

Non è fantascienza né allarmismo. È la traiettoria documentata di ciò che sta già accadendo e di dove porta, se nulla cambia. Stratfor (società privata di intelligence e analisi geopolitica), nel settembre 2025, avverte che l'equilibrio tra innovazione e reazione sociale è fragile. Le AI non hanno ancora prodotto benefici tangibili e diffusi per il benessere collettivo.

l L’intelligenza artificiale non è un oracolo neutrale né un semplice strumento tecnologico: è un’infrastruttura di potere che modella comportamenti, emozioni e percezioni collettive.
Le piattaforme digitali non si limitano a mostrarci il mondo ma lo ricostruiscono in funzione della nostra prevedibilità, trasformando ogni gesto in un dato e ogni dato in un meccanismo di controllo. In questo scenario, la democrazia non viene attaccata frontalmente, ma svuotata dall’interno, sostituita da sistemi opachi che governano l’attenzione e orientano il consenso.
Questo articolo analizza come la black box algoritmica, l’economia dell’engagement e la profilazione neurocognitiva stiano ridefinendo la nostra autonomia, e perché la vera domanda non sia più come “regolare” l’AI, ma quale progetto di società i suoi proprietari stanno imponendo attraverso di essa.
Le piattaforme digitali non si limitano a mostrarci il mondo ma lo ricostruiscono in funzione della nostra prevedibilità, trasformando ogni gesto in un dato e ogni dato in un meccanismo di controllo. In questo scenario, la democrazia non viene attaccata frontalmente, ma svuotata dall’interno, sostituita da sistemi opachi che governano l’attenzione e orientano il consenso.
Questo articolo analizza come la black box algoritmica, l’economia dell’engagement e la profilazione neurocognitiva stiano ridefinendo la nostra autonomia, e perché la vera domanda non sia più come “regolare” l’AI, ma quale progetto di società i suoi proprietari stanno imponendo attraverso di essa.