
Un giorno un enorme incendio scoppiò in una foresta. Tutti gli animali scapparono terrorizzati, guardando le fiamme distruggere ogni cosa.
Un piccolissimo colibrì si diresse verso il fiume, prese una goccia d'acqua nel becco e volò a gettarla sul fuoco.
Il leone, stupito da quel gesto, gli chiese cosa stesse facendo. «Cerco di spegnere l'incendio!» rispose il colibrì. Il leone si mise a ridere e disse: «Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?».
Il colibrì rispose con coraggio: «Io faccio la mia parte».
Questa istruttiva leggenda africana è una buona introduzione alle mie riflessioni sul cambiamento climatico.
Un piccolissimo colibrì si diresse verso il fiume, prese una goccia d'acqua nel becco e volò a gettarla sul fuoco.
Il leone, stupito da quel gesto, gli chiese cosa stesse facendo. «Cerco di spegnere l'incendio!» rispose il colibrì. Il leone si mise a ridere e disse: «Tu così piccolo pretendi di fermare le fiamme?».
Il colibrì rispose con coraggio: «Io faccio la mia parte».
Questa istruttiva leggenda africana è una buona introduzione alle mie riflessioni sul cambiamento climatico.

Dopo un breve cenno alle definizioni di “crescita” e “decrescita” nell’immaginario collettivo, si passa ad affermare che la crescita è sostanzialmente un fenomeno impossibile, perché incompatibile con il Sistema Biologico Terrestre. Si conclude con la necessità di un cambio radicale di paradigma e l’abbandono dell’antropocentrismo. Si accenna poi all’eventuale compito delle religioni per continuare a vivere sul Pianeta insieme a tutti gli altri esseri senzienti.