
Serge Latouche riconsidera le principali idee-forza del filosofo e sociologo Jean Baudrillard, facendolo riemergere dall’oblio in cui era stato relegato dal sistema culturale francese, attraverso lo sguardo della Decrescita, di cui lo considera uno dei precursori. Di Baudrillard vengono presi in esame alcuni tra i suoi primi libri che risentono del clima del Sessantotto e degli Anni Settanta come : Lo specchio della produzione e Per una critica dell’economia politica del segno.

Dopo un breve cenno sui rapporti fra Scienza e Decrescita, si passa ad esaminare la distinzione fra la scienza meccanicista divulgata al pubblico e la scienza meno nota basata sul nuovo paradigma nato con la fisica quantistica, per concludere che la scienza meccanicista è di fatto quella che favorisce la crescita economica e fa il possibile per salvare le premesse filosofiche dell’Occidente.

I principi taoisti di moderazione, azione spontanea non forzata, rispetto di ogni manifestazione naturale, rifiuto del superfluo, che assicurano una vita armoniosa dell’essere umano nella natura, sono in perfetto accordo con le idee alla base della teoria della decrescita. Una rilettura dei testi taoisti può aprire nuove prospettive alle riflessioni degli obiettori di crescita.

L'accostamento tra i due concetti è certamente inusuale. L'articolo si propone, tuttavia, di andare oltre a strutture di pensiero ereditate ma non abbastanza riflettute. Le visioni del mondo orientali non sono "religioni", come noi le intendiamo sulla scorta del cristianesimo. E in primo luogo il buddismo, con il suo sostanziale ateismo. Al contrario esse contengono ontologie e epistemologie, confermate oggi dai risultati della fisica quantistica, che possono gettare luce sui fondamenti della decrescita ovvero di una "economia della permanenza", chiamata cosi dal Mahatma Gandhi.