
Dopo un breve cenno alle definizioni di “crescita” e “decrescita” nell’immaginario collettivo, si passa ad affermare che la crescita è sostanzialmente un fenomeno impossibile, perché incompatibile con il Sistema Biologico Terrestre. Si conclude con la necessità di un cambio radicale di paradigma e l’abbandono dell’antropocentrismo. Si accenna poi all’eventuale compito delle religioni per continuare a vivere sul Pianeta insieme a tutti gli altri esseri senzienti.

Dopo un accenno all’esistenza di molti Movimenti antisistema spesso in disaccordo fra loro, si passa ad esaminare in particolare il movimento che nega l’origine antropica dei cambiamenti climatici e quello che nega le conseguenze dello studio del Club di Roma sui limiti dello sviluppo, per affermare la necessità di un cammino comune allo scopo di contrastare la spinta “sviluppista” in atto.

Nonostante nel 2011 la Commissione Europea si fosse data il ragionevole obiettivo di abbandonare progressivamente entro il 2020 le sovvenzioni dannose per l’ambiente, la tabella di marcia prevista prevista per giungere a tanto è rimasta lettera morta, nulla è realmente cambiato e i sussidi sono rimasti al loro posto, grazie anche al grande lavoro svolto dai lobbysti di professione al servizio delle multinazionali della carne e dell’agroindustria.

Ai nostri tempi è facile che chi ama nel profondo la Natura sia preso da sconforto quando non assalito dalla depressione. Soprattutto se si ha una certa età: un tempo si credeva realmente di cambiare il mondo, oggi non più. E allora, che fare? L’autore indica alcune che lui chiama “ancore di salvezza” che magari possono valere anche per altri, non solo per lui.