
L'articolo si sofferma su una pericolosa moda culturale, espressa anche da due autori di successo: l'antropologo e economista J.Hickel e il buddista americano David R.Loy. Il collasso climatico, come pure la dittatura della crescita economica, sarebbero riconducibili giustamente al dualismo uomo-natura. Tuttavia si fa originare tale dualismo, con fallaci interpretazioni, dall'antica nascita delle religioni, o da un generale patriarcato. Tutto ciò per non mettere sotto accusa il reale responsabile: il dualismo che costituisce l'ossatura della scienza classica, nata sul paradigma cartesiano-newtoniano, oggi contraddetto dalla fisica quantistica.

… in cui si osserva un conflitto bipolare tra la “vecchia” scienza del povero Newton e la “nuova”, ma già centenaria, scienza quantistica, con aggiunta di divagazioni relativistiche, usato per promuovere una rivoluzione contro la Scienza tutta, matrigna della cattivissima Tecnologia, cavallo di Troia dell’occidente e della diabolica Economia creatrice del Pensiero Unico che ha invaso ormai anche il santo mondo orientale; un mondo che da millenni ci dice che spazio e tempo non esistono… ed in cui si esorta ad evitare sproloqui senza senso per un genuino beneficio decrescente.

I principi taoisti di moderazione, azione spontanea non forzata, rispetto di ogni manifestazione naturale, rifiuto del superfluo, che assicurano una vita armoniosa dell’essere umano nella natura, sono in perfetto accordo con le idee alla base della teoria della decrescita. Una rilettura dei testi taoisti può aprire nuove prospettive alle riflessioni degli obiettori di crescita.

Ai nostri tempi è facile che chi ama nel profondo la Natura sia preso da sconforto quando non assalito dalla depressione. Soprattutto se si ha una certa età: un tempo si credeva realmente di cambiare il mondo, oggi non più. E allora, che fare? L’autore indica alcune che lui chiama “ancore di salvezza” che magari possono valere anche per altri, non solo per lui.
La decrescita ha bisogno di essere riattualizzata ? Forse no, giacché le urgenze che prospetta non hanno mai perso di attualità, ma ha bisogno che i suoi contenuti non vengano annacquati o fraintesi. La decrescita è un'utopia politica, filosofica ed economica che pretende di essere percepita come modello sociale alternativo a quello dominante e in vigore ormai da circa due secoli, ovvero fin dagli albori dell'era industriale.
Dopo un breve esame delle idee che può evocare nel pubblico la parola “Decrescita”, viene affermata l’impossibilità che una semplice decrescita dell’ economia possa essere una soluzione dei problemi ecologici mondiali, risolvibili soltanto con un completo cambio di paradigma. Viene poi fornito un elenco di utopie cui l’Italia potrebbe dare inizio, come esempio per il resto del mondo.
Quest'articolo racconta lo sviluppo iniziale del personale percorso decrescente dell'autore, innescato dalla osservazione diretta delle disuguaglianze sociali in uno dei paesi apparentemente più ricchi al mondo ed iniziato con l’intensa lettura degli autori più importanti per capire i principi della Decrescita.